Per molti giorni ho vagato, per molti giorni disperso in suoni, in colori, in odori, in piacere e dolore, in gioia e sofferenza, dentro di me, intorno a me, sopra di me, lungi dall’essere in un dove, in un quando…In un perchè. Ho visto l’Abisso ingoiarmi, afferrarmi smanioso di poter banchettare con le mie carni. Ho avvertito l’Oscurità avvolgermi come un macabro manto, pronta ad incoronarmi suo nuovo sovrano. Poi tutte quelle sensazioni sono scomparse, mescolate e di nuovo agitate per comporre un nuovo lento, inesorabile, terribile requiem…E sono, RISORTO. Non cercatemi tra le grigie schiere degli dei, Non guardate, illudendovi, nell’umida terra di un sepolcro, Non bramate la fredda lastra della mia storia ascritta. Le tombe, i mausolei, le lapidi sono per coloro che non si lasciano nulla dietro,

Lasciate le preghiere nascoste sulle vostre lingue mielose, in gabbia serrate tra i vostri denti,

Dimenticate per un momento tutto quello che conoscete e sapete del mondo e vedrete solo una piccola parte di quello che io ho potuto vedere,

Con occhi d’infante in fasce abbracciate il dolore lancinante della luce penetrarvi nelle membra.

Allora, anche le tenebre rifulgeranno di sfolgorante lucentezza e finalmente avrete compreso.

Io ero,

Io sono,

IO SARO’.

– Anonimo

Il ragazzo, una mano sprofondata negli scuri capelli scompigliati che gli sorreggeva la testa, lanciava lunghe occhiate al finestrone su cui campeggiava il rampante drago di porpora sfaccettato dal mosaico di vetri multicolore che lo componeva. Lo sguardo, poi, assorto tornava sul viso dalle forme lievi e morbide, imbruttito da una maltenuta barba ispida e grigiastra, che ciondolava sopra la montagna di libri sparsi su tutta la tavolata. La polvere galleggiava eterea nell’aria della stanza, danzando nei fasci di luce che trapassavano i punti dei vetri più chiari. Gli odori tenui e piacevoli del legno invecchiato della mobilia e dei tomi incartapecoriti avvolgevano come dolce olio profumato tutta la sala, donandole un senso di familiarità e nel contempo di piacevole accoglienza. “Hai ascoltato almeno una parola di ciò che ho appena letto?” – Arelican fissava il tomo sotto i suoi occhi stanchi nascosti dietro le due piccole lenti poggiate sul suo naso aquilino tramite una sottile asta di metallo dorato. “Assolutamente” – Tyron sostenne lo sguardo dell’uomo, incorniciato da un leggera smorfia simile ad un sorriso, con una delle sue facce militaresche. “La verità è, che ancora oggi, dopo decenni di alleanze, e 100 anni di storia scritta, non abbiamo risolto la diatriba storiografica che abbiamo con Baldur’s Gate e le Valli. La Corona, ha così deciso, di andare a fondo di questa situazione investendo tempo e risorse al fine di rendere ufficiale per la tua famiglia, e quindi anche per te, la vostra onorevole discendenza.” – “Se mi permettete l’impudenza Maestro Arelican, la Corona dovrebbe investire il proprio oro in questioni più urgenti ... Come il rafforzo delle pattuglie di confine sui Picchi e al Passo di Tilverton. Con tutto il rispetto per il mio antenato, credo che anche lui avrebbe da ridire su tali spese superflue ” – Tyron parlava ora poggiato spalle al muro vicino al finestrone impolverato. “In ogni caso, da dove cominciamo le nostre ricerche? Baldur’s Gate?” “No Tyron, andremo più a nord oltre Waterdeep, raggiungeremo Neverwinter e li inizieremo la ricerca visto che c’è un ottima biblioteca e mantengono un solido archivio storico sin dall’epoca dei Lord. Fai i bagagli, domani mattina c’imbarcheremo.” – rispose l’anziano chiudendo delicatamente il tomo polveroso tra le sue mani. Gli occhi del giovane indugiarono per qualche istante sul profilo adombrato del drago di vetro purpureo, mentre il suo sguardo s’intrecciava a quello imponente della sagoma rampante.

Il Sentiero degli Eroi

Passamonti Balnazaar Hadarai Vidalian